Il territorio dei Fani

La denominazione Fani si ritiene provenga da “Fanum”, parola latina che sta ad indicare  un luogo dedicato alle divinità.

In questo territorio infatti, la tradizione testimonia che esistessero tre templi dei Fani: uno posto all’interno della leggendaria “Grotta delle Fate”, un altro  dedicato a Bacco del “Villaggio di Spigolizzi” ubicato sulla collina dei Profichi, ed il tempio pagano delle “Serrazze” che si suppone fosse situato nel luogo dove successivamente fu edificata la Cappella del SS. Crocefisso. Le valle del “Canale dei Fani” che si ritiene si sia creata circa 10 milioni di anni fa in seguito ad un abbassamento della piattaforma cretacea, è stata caratterizzata nel tempo da un articolato fenomeno di erosione della roccia calcarea dovuto all’azione del corso d’acqua. Un tempo questo corso d’acqua giungeva sino al mare. Le vecchie mappe del catasto dei beni demaniali provinciali riportavano infatti una lunghezza di ben 6,58 km. Oggi invece il Canale si ferma a metà strada.
Il Canale dei Fani è molto ricco di vegetazione. Nella parte iniziale si possono ammirare monumentali alberi di noce mentre non è raro scorgere orchidee selvatiche.
Più avanti è possibile notare la presenza di carrubi secolari e di piante rarissime nel Salento come l’Iris Unguicularis ed il Vitex Agnus-Castus, mentre i costoni sono coperti da gariga a cisti, lentisco ed arbusti caratteristici della macchia mediterranea.
Il corso d’acqua del Canale dei Fani, seppure alimentato da acque sotterranee attraverso una serie di affioramenti e di piccole sorgenti nei tratti superiori, diventa perenne solo a partire dalla sorgente posta sotto “La Chiusa”.
Il flusso più forte infatti, scaturisce da una piccola grotta, in quel punto si stima che la portata sia di circa 100 litri al minuto.
La portata massima si ha invece a circa 100 metri a sud della grotta, dove la portata raggiunge circa gli 800 litri al minuto.